Cento a novantuno. In una partita da 191 palloni, la distanza è di nove: il 4,7%. Elena, 16 anni, palleggiatrice di una squadra under 16 di Treviso, è seduta al PalaFlorio di Bari in mezzo a quasi cinquemila persone. Ha una penna blu, nessun telefono, e si segna sul polso lo scarto di ogni set. Dopo il 23-25 del primo parziale scrive −2 e si guarda la mano come un compito andato male. Il polso, lo scoprirà, racconta la partita meglio del 3-1.
La Supercoppa italiana volley femminile è andata alla Imoco Conegliano, che ha battuto Savino Del Bene Scandicci 3-1 (23-25, 25-18, 26-24, 26-24). È la nona della sua storia. Qui ti facciamo vedere il pezzo che il risultato nasconde, e te lo spieghiamo con il polso di Elena: dove si è decisa davvero la partita, chi ha portato l’attacco e quanto era sottile la differenza.
Isabelle Haak è stata MVP con 28 punti. Zhu Ting ne ha fatti 17, Sarah Fahr 14, Gabi 10, Raphaela Folie 9. Per Scandicci hanno brillato Kiera Van Ryk con 27 e Maja Aleksic con 17. Per Daniele Santarelli è il primo trofeo della nuova stagione, l’ottavo suo in questa competizione secondo LFootball; Joanna Wolosz era capitana e Monica De Gennaro libero, alla sua decima Supercoppa personale.
Supercoppa italiana volley femminile: set per set
| Set | Parziale | Scarto | Totale progressivo |
|---|---|---|---|
| 1 | Savino Del Bene 25-23 | −2 per Conegliano | 23–25 |
| 2 | Conegliano 25-18 | +7 | 48–43 |
| 3 | Conegliano 26-24 | +2 | 74–67 |
| 4 | Conegliano 26-24 | +2 | 100–91 |
Il polso di Elena adesso dice −2, +7, +2, +2. Guarda i numeri uguali. Tre set su quattro sono finiti con due palloni di scarto, e due di questi sono arrivati ai vantaggi: a 24 pari si è dovuto giocare ancora, e le venete hanno vinto due volte la stessa moneta lanciata in aria.
Un set solo ha deciso il bilancio
Il margine totale è di nove palloni, e sette li ha messi il secondo set (25-18). Le altre tre frazioni, sommate, valgono due: le venete hanno segnato 75 volte, Scandicci 73, per un vantaggio dell’1,4% su 148 palloni giocati. Il 78% della distanza sta in un unico parziale, ed è per questo che il 3-1 è stato più sofferto di come appare. La squadra di Santarelli ha vinto 3 set su 4, il 75%, ma solo il 52,4% dei punti (100 su 191): la differenza, 23 punti percentuali, misura quanto il risultato in set sia gonfiato rispetto alla partita.
| Cosa si conta | Conegliano | Scandicci | Differenza |
|---|---|---|---|
| Secondo set | 25 | 18 | +7 |
| Altri tre set | 75 | 73 | +2 |
| Tutta la partita | 100 | 91 | +9 |
C’è di più. Dopo il primo set perso 23-25 le venete hanno vinto i tre successivi per 77 palloni a 66: più 11 su 143, il 7,7%. Il vantaggio finale nasce dalla rimonta, non da una partenza forte. E nei due set arrivati ai vantaggi, entrambi 26-24, Scandicci è stata a due palloni dalla vittoria: 48 contro 52 in totale, una partita dentro la partita.
Mezza partita in due set
C’è un altro conto che il tabellone non fa. Se sommi i punti di entrambe le squadre, ogni set ha avuto un peso diverso: 48 il primo, 43 il secondo, 50 il terzo, 50 il quarto, per un totale di 191. I due set più lunghi sono quelli finiti 26-24, e insieme valgono 100 punti: il 52% di tutta la partita. In pratica più della metà del tempo giocato è stato speso in due parziali che si decidevano per due lunghezze.
| Set | Punti giocati (somma) | Scarto |
|---|---|---|
| 1 | 48 | −2 |
| 2 | 43 | +7 |
| 3 | 50 | +2 |
| 4 | 50 | +2 |
| Totale | 191 | +9 (media 2,25 a set) |
Lo scarto medio, 2,25 palloni a set, è il numero che Elena avrebbe dovuto leggere accanto al 3-1: dice che la partita è stata in equilibrio per quasi tutta la durata, e che il secondo set, con i suoi 43 palloni appena, è stato il più breve e il più largo.
Due attaccanti, due squadre
Haak ha segnato il 28% del totale di Conegliano, Van Ryk quasi il 30% di quello di Scandicci. Il dato rovescia la scena di Elena: il polso blu non segnava la rimonta di una squadra intera, ma il lavoro di poche giocatrici. Per le venete le prime cinque nominate fanno 78 punti su 100. Per Scandicci le quattro citate dalle cronache fanno 59 su 91, il 65%; gli altri 32 stanno tra le compagne non nominate.
| Conegliano | Scandicci | |
|---|---|---|
| Palloni totali | 100 | 91 |
| Palloni a set | 25,0 | 22,75 |
| Top scorer | Haak 28 (28%) | Van Ryk 27 (29,7%) |
| Seconda scorer | Zhu Ting 17 | Aleksic 17 |
| Terza scorer | Fahr 14 | Bergmann 9 |
La seconda giocatrice, per entrambe, ha fatto 17 punti. La terza no: 14 contro 9. È in quel gradino che la partita si decide, perché chi ha una terza attaccante da 14 distribuisce il carico, mentre chi ne ha una da 9 si affida a una sola. Messe vicine, Haak e Van Ryk sembrano sorelle: lo scarto di 0,25 punti a set a favore dell’MVP è minuscolo. A separare le squadre è il resto.
Qualche numero individuale, per chi ama il dettaglio. Gabi ha chiuso con il 71% di efficienza in attacco (LFootball), Aleksic con il 57% e 5 muri vincenti. Fahr ha segnato 7 punti nel solo secondo set, con il 100% in attacco e 2 muri, ed è stata tra le artefici dell’unico set in cui Conegliano ha dominato.
Quanto pesano le prime tre
Le prime due scorer di Conegliano valgono il 45% della squadra (28 più 17 su 100), quelle di Scandicci il 48% (27 più 17 su 91). Con la terza il quadro si chiude: 59% contro 58%. La concentrazione, alla fine, è quasi identica. Cambia solo come è distribuita, e in questo la seconda e la terza fanno la differenza più vistosa: Fahr con 14 contro Bergmann con 9. È la prova che il carico di una squadra non si misura soltanto dalla stella, ma da chi la segue.
E se due palloni fossero andati dall’altra parte?
I due set da 26-24 sono lo spazio in cui la storia poteva cambiare. Se uno solo fosse stato 24-26, il risultato sarebbe finito 2-2 e si sarebbe giocato un quinto set. Due palloni in meno per Conegliano in un parziale, e la Supercoppa passava dal 3-1 al tie-break. Non è un modo per sminuire la vittoria: è un modo per misurare quanto fosse sottile.
| Cosa cambia | Set | Che cosa succede |
|---|---|---|
| Com’è andata | 3-1 | vincono le venete in quattro set |
| Un 26-24 diventa 24-26 | 2-2 | si va al tie-break |
| Entrambi i 26-24 al contrario | 1-3 | vince Scandicci |
Noi pensiamo che la Supercoppa l’abbia vinta il secondo set. Si può rispondere che un 3-1 resta un 3-1 e che chi vince due volte ai vantaggi se lo merita, ed è vero. Ma quelle due prolunghe dicono anche che alle toscane è mancato pochissimo, e il tabellino da solo non lo mostra.
Come legge un tabellino chi non ha il telefono
Elena lo fa senza saperlo, con tre mosse da polso. Prima somma i palloni di tutti i set, non soltanto dei set vinti. Poi guarda quanti sono finiti per due lunghezze, perché lì il risultato è più fragile di come appare. Infine divide quelli della top scorer per il totale della squadra: se supera un quarto, la squadra ha una strada sola, e chi sa fermarla ha mezza partita in mano. Haak è al 28% e Van Ryk al 29,7%: tutte e due sopra la soglia.
Dieci Supercoppe di una libero
Per Monica De Gennaro questa è la decima Supercoppa personale, per Santarelli l’ottava, per Conegliano la nona. Sono numeri di longevità: dicono che il progetto non vive di un solo ciclo e di una sola generazione. È un dato che il tabellino non mette in evidenza, ma spiega perché la squadra, sotto dopo un set, non si sia disunita. Il PalaFlorio ha registrato il tutto esaurito, con circa 5.000 spettatori secondo le cronache locali.
Cosa non sappiamo
Prima una premessa: i numeri di questo articolo sono una lettura dei parziali, non un tabellino ufficiale. Dove manca il dato, lo scriviamo.
Le cronache che abbiamo letto non riportano ace, errori, percentuali di ricezione di squadra né il numero totale dei muri. Senza queste cifre non possiamo dire perché Scandicci abbia perso i due set da 24. Non abbiamo trovato frasi dirette di Santarelli, Gaspari o delle giocatrici, quindi non scriviamo che cosa «hanno detto»: lasciamo spazio ai numeri.
Elena guarda il polso. Quattro numeri blu: −2, +7, +2, +2. Poi li somma e scopre che fanno nove, esattamente la distanza tra cento e novantuno. Se uno di quei due ultimi «+2» fosse stato un «−2», l’avrebbe scritto con la stessa penna, e la storia sarebbe cambiata. Ma chi sceglie quale?
Domande frequenti
Come è finita Conegliano-Scandicci, finale di Supercoppa?
Conegliano ha battuto Scandicci 3-1 a Bari: è la nona Supercoppa. Nel conto dei punti 100 a 91, con sette di quei nove di scarto nati nel secondo set.
Chi ha vinto la Supercoppa italiana volley femminile?
Conegliano, che porta a nove i trofei nella competizione.
Da dove vengono i dati: OA Sport, LFootball, Volleyball.it, Gazzetta dello Sport, WorldofVolley.
Elena, la palleggiatrice di Treviso: personaggio di fantasia, usato solo per raccontare la scena. Tutti i numeri e i fatti vengono dalle fonti indicate; i calcoli sono nostri e le stime sono segnalate come tali.
Scheda per la redazione
Chiave principale: Supercoppa italiana volley femminile · Volume e paese: 150/mese, Italia (Ahrefs)
Chiavi secondarie: Conegliano Scandicci 3-1; Isabelle Haak MVP; Imoco Supercoppa Bari
Tipo di apertura: 5 (numero come amo)
Forma della parte pratica: tabella di confronto tra le due squadre
Canonical: https://sportincloud.com/notizie/supercoppa-italiana-volley-femminile-conegliano-scandicci/ (slug proposto, da adattare al CMS)
