Cos’è il padel? Lo sport che mescola tennis e squash

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Padel · Che cos’è

Aggiornato il 6 novembre 2026

Passi davanti a un circolo e li vedi: quattro persone chiuse dentro una gabbia di vetro, che rincorrono la pallina anche quando sbatte sul muro. La prima volta sembra strano. Poi capisci che quella parete fa parte del gioco, e tutto ha un senso. Ti chiedi solo una cosa: ma di preciso, che roba è?

Noi ce lo siamo chiesto uguale, la prima volta. La risposta sta in una frase: metà tennis, metà squash. Qui ti spieghiamo cos’è questa disciplina, come funziona, da dove arriva e perché in pochi anni è finita in ogni città italiana. Senza paroloni, solo le cose che contano.

2v2
si gioca in due coppie, due contro due
20×10
le misure del terreno, in metri
1969
l’anno in cui nasce, ad Acapulco
~5 mln
gli appassionati in Italia

La risposta subito

Cos’è il padel in due righe


È uno sport di racchetta che si gioca in due coppie, due contro due, su un terreno chiuso da pareti di vetro e una griglia metallica. Mescola il punteggio del tennis con l’uso dei muri tipico dello squash, ed è famoso per essere facile da imparare e molto sociale.

Il campo è un rettangolo di venti metri per dieci, circondato da muri. Al centro corre una rete alta poco meno di un metro. La pala è piena, senza corde, e la pallina assomiglia a quella da tennis ma un po’ più morbida. Quattro giocatori, due per lato, e via.

La differenza che salta all’occhio è proprio la parete. In quasi tutti gli altri sport con la racchetta, una palla lunga è persa. Qui no: rimbalza sul vetro e torna in campo, e tu la rigiochi. Lo scambio continua, e i punti durano più a lungo. È la parte che fa divertire quasi tutti.

Il dato che è facile perdere Non è “il tennis piccolo”. È un gioco a sé, nato dall’incrocio di due discipline: dalla prima prende il modo di contare i punti, dallo squash l’idea di usare i muri. Chi lo tratta come una versione in miniatura sbaglia subito approccio.
CHE SPORT È · ORIGINE E REGOLE BASE · NOV 2026 Metà tennis, metà squash Il punteggio arriva da uno, le pareti dall’altro. Insieme fanno qualcosa di nuovo. Perché: la parete che resta in gioco cambia del tutto come si costruisce il punto. DAL TENNIS Punteggio 15 · 30 · 40 Rete al centro Set e tie-break Si gioca in coppia DALLO SQUASH Pareti in gioco Campo chiuso Angoli e rimbalzi Spazi stretti = PADEL LA SINTESI Racchetta piena senza corde, battuta dal basso, muri che tengono viva la pallina. Fonte: regolamento e guide di settore. Campo 20×10 m, rete a 0,88 m. Origine: Acapulco, 1969.
L’incrocio che definisce questa disciplina: dal tennis il punteggio e la rete, dallo squash le pareti. Insieme danno un gioco con scambi lunghi e tanti angoli da sfruttare.

Lo schema qui sopra l’abbiamo messo insieme noi per spiegare la doppia radice. Non è una lezione tecnica: sono le due idee di base che bastano a capire di che si tratta. Il resto, gli angoli e la strategia, arriva da sé appena scendi in campo la prima volta.

Tennis o squash

Che sport è il padel, di preciso


Né l’uno né l’altro: è un mix. Prende dal tennis il punteggio a 15, 30 e 40 e la rete al centro. Prende dallo squash le pareti, che restano in gioco dopo il rimbalzo a terra. La racchetta è piena, senza corde, e la battuta si fa dal basso, mai sopra la testa.

Chi arriva dalla racchetta classica si sente a casa sul conteggio dei punti, ma deve disimparare una cosa: la battuta. Qui si serve da sotto, sotto la linea della vita, dopo aver fatto rimbalzare la pallina a terra. Niente servizi potenti dall’alto. Questo rende il gioco meno fisico e più tattico.

Dallo squash arriva invece il muro. Una palla che supera il giocatore non è persa: tocca il vetro dietro, torna indietro e si può rigiocare. Il segreto è l’ordine. Prima la pallina deve rimbalzare a terra, poi può colpire la parete. Al contrario, è fallo. All’inizio questo dettaglio sfugge a tutti.

ElementoNel padelDa dove arriva
Punteggio15, 30, 40, set a sei gameDalla racchetta classica
Paretiin gioco dopo il rimbalzo a terraDallo squash
Giocatoridue contro due, in coppiaFormato proprio
Battutadal basso, sotto la vitaRegola propria

Dati: regolamento ufficiale e guide di settore, 2026.

Da dove nasce

Dove e quando è nato questo gioco


Nel 1969 ad Acapulco, in Messico. A inventarlo fu Enrique Corcuera, che non aveva abbastanza spazio in giardino per un campo regolamentare e mise delle pareti intorno a un rettangolo più piccolo. In Europa arriva nel 1974, in Spagna, al Marbella Club.

La storia è curiosa. Corcuera, appassionato di racchetta, aveva poco spazio in casa a Las Brisas. Invece di rinunciare, chiuse un rettangolo di venti metri per dieci con dei muri, anche per tenere fuori la vegetazione. Quelle pareti, nate per necessità, sono diventate il cuore del gioco.

Poi il contagio sociale. Il principe Alfonso de Hohenlohe, fondatore del Marbella Club, provò questa novità ad Acapulco, se ne innamorò e nel 1974 fece costruire i primi campi in Spagna. Da lì il passaggio in Argentina, nel 1975, e la crescita verso tutto il mondo. La federazione internazionale nasce nel 1991.

10.200
i campi già presenti in Italia, segno di quanto corre questa moda

Perché piace a tutti

Perché è diventato così popolare


Perché le basi si imparano in un pomeriggio, si scende in campo sempre in coppia ed è molto sociale. Serve meno tecnica del tennis per iniziare a divertirsi fin dal primo giorno. In Italia conta già circa 10.200 campi e intorno ai 5 milioni di appassionati.

Il motivo numero uno è la facilità. Con una pala corta e le pareti che tengono viva la pallina, anche un principiante riesce a fare qualche scambio divertente già alla prima partita. Con la disciplina classica spesso ci vogliono settimane solo per rimandare la palla al di là della rete.

Poi c’è il lato sociale. Si gioca in quattro, vicini, dentro uno spazio chiuso: si parla, si ride, ci si organizza. Non è uno sport solitario. E qui va detta una cosa onesta: i numeri sul movimento italiano crescono in fretta, quindi le cifre di oggi potrebbero essere già superate domani.

Una cosa da non dimenticare Sembra tranquillo, ma è uno sport di resistenza travestito da passatempo leggero. In un match amatoriale si percorrono oltre due chilometri, tra scatti corti e cambi di direzione. Scarpe adatte e un minimo di riscaldamento evitano le storte più banali.

Domande veloci

FAQ


In quanti si gioca a padel?
Quasi sempre in quattro, due contro due. Il doppio è lo standard, perché il terreno è disegnato per due coppie. L’uno contro uno esiste, ma si vede solo di rado, soprattutto nei grandi tornei.

Serve essere allenati per provarlo?
No. È una delle attività più facili da avvicinare: le basi si imparano in un pomeriggio. Bastano una racchetta, scarpe adatte e tre persone con cui condividere il campo.

Che differenza c’è con la racchetta classica?
Il campo è più piccolo e chiuso da pareti, l’attrezzo è pieno senza corde, la battuta si fa dal basso e i muri restano in gioco. Il punteggio invece è identico.

È uno sport faticoso?
Meno impegnativo come ingresso, ma più di quanto sembri. In una partita si cammina e si corre parecchio: oltre due chilometri in un match tipo tra amatori.

Una cosa, per chiudere

Quello che resta


Torniamo a quelle quattro persone dentro la gabbia di vetro. Adesso sai cosa stanno facendo: un gioco nato quasi per caso in un giardino troppo piccolo, a metà strada tra due sport che conosci già. Facile da provare, difficile da smettere. La prossima volta che passi davanti a un circolo, magari entri anche tu.

Da dove arrivano i dati. Definizione, formato due contro due, misure del campo (20×10 m, rete a 0,88 m), mix di tennis e squash, racchetta piena e battuta dal basso: regolamento ufficiale e guide di settore (FITP, Focus Junior), 2026. Origine nel 1969 ad Acapulco con Enrique Corcuera, arrivo in Spagna nel 1974 con Alfonso de Hohenlohe, Argentina 1975, federazione internazionale nel 1991: Red Bull e storia ufficiale del movimento. Circa 10.200 campi e intorno ai 5 milioni di appassionati in Italia: dato di stampa, luglio 2026. Le cifre sul movimento italiano crescono in fretta e possono essere già più alte.