Torneo di padel in una giornata: quante coppie stanno davvero in quattro campi

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Un torneo sociale di padel sembra facile da organizzare finché non si prova a incastrare trentadue coppie in quattro campi tra le nove del mattino e il tramonto. A quel punto si scopre che il problema non è sportivo ma aritmetico, e che si risolve solo agendo su due leve: la durata dell’incontro e il formato.

Il calcolo delle ore-campo

Il numero da cui partire è il prodotto tra campi disponibili e ore di apertura. Quattro campi dalle nove alle diciannove danno quaranta ore-campo lorde. Lorde, perché tra un incontro e l’altro il campo resta vuoto: cambio coppie, asciugatura del vetro dopo un acquazzone, la coppia che arriva in ritardo. Un dieci per cento di margine è il minimo, un quindici è realistico. Restano circa trentaquattro ore-campo utili.

A questo punto tutto dipende da quanto dura una partita.

Un incontro al meglio dei tre set con tie-break dura in media un’ora e mezza e può arrivare a due ore e mezza. Con trentaquattro ore utili significa poco più di venti incontri in tutta la giornata: un tabellone a eliminazione diretta da sedici coppie, e nient’altro.

Un incontro a set unico a nove giochi dura in media quaranta-cinquanta minuti. Gli incontri diventano circa quarantacinque. Con questo numero si può già fare un torneo a gironi da ventiquattro coppie con fase finale.

Un incontro a tempo, venti o venticinque minuti a punteggio corrente, dura esattamente quello che avete deciso più il cambio. Si arriva a settanta-ottanta incontri in giornata. È la formula dei tornei sociali con molte coppie e livelli misti.

La decisione sul formato di gara, quindi, non è un dettaglio regolamentare: è la variabile che moltiplica per quattro la capienza del torneo.

Tre formule collaudate

Gironi da quattro più tabellone finale, set unico a nove giochi. Con sedici coppie si formano quattro gironi, sei partite ciascuno, ventiquattro incontri di qualificazione. Ogni coppia gioca tre partite garantite, il che è il minimo perché chi ha pagato l’iscrizione non se ne vada scontento. Le prime due di ogni girone entrano in un tabellone da otto: sette incontri. Totale trentuno partite, circa venticinque ore-campo, ampiamente dentro una giornata su quattro campi.

Tabellone doppio con consolazione, per numeri alti. Con trentadue coppie e poco tempo, l’eliminazione diretta è l’unica strada, ma il tabellone secondario è obbligatorio: senza, sedici coppie giocano quaranta minuti e tornano a casa. Con la consolazione, chi perde al primo turno ne gioca almeno altre due. Il costo è circa sessanta incontri totali, che a set unico stanno in giornata solo con campi sufficienti.

Formula americana a rotazione, per i tornei sociali. Non si gioca a coppie fisse: i giocatori ruotano e i punti si accumulano individualmente. Ogni turno dura un tempo fisso, tutti giocano tutti i turni, la classifica è personale. È la formula migliore quando l’obiettivo è far socializzare i soci del circolo e il livello è eterogeneo, ed è anche la più semplice da far rispettare negli orari, perché la campanella suona e si cambia campo. Non è adatta a un torneo con un titolo in palio.

La fascia oraria e il fattore umano

C’è un vincolo che non compare in nessun calcolo e che manda in crisi i programmi meglio costruiti: le persone non sono disponibili tutto il giorno.

Se il torneo è aperto ai soci, una parte significativa non può giocare prima delle undici o dopo le diciassette. Se chiedete la disponibilità oraria nel modulo di iscrizione, potete costruire i gironi raggruppando le coppie per fascia: un girone tutto mattutino, uno tutto pomeridiano. Costa dieci minuti di lavoro in più in fase di sorteggio e risolve la metà delle rinunce dell’ultimo minuto.

L’altra regola pratica è il ritardo. Un torneo senza una regola scritta sul tempo di attesa accumula venti minuti a turno e finisce al buio. Quindici minuti di tolleranza dal momento della chiamata, oltre i quali l’incontro è perso a tavolino, va scritto nel regolamento e ricordato a voce alla prima chiamata. Applicarlo la prima volta è antipatico, ma dopo il primo caso tutti arrivano in orario.

Gestione dei livelli

Il problema più sottovalutato nei tornei sociali è la differenza di livello. Una coppia di quarta contro una di sesta produce un 9-0 in venti minuti: quattro persone che hanno perso il pomeriggio.

Due soluzioni funzionano. La prima è dividere il torneo in fasce separate con tabelloni indipendenti e premi distinti, chiedendo in iscrizione la classifica o l’autovalutazione. La seconda sono le teste di serie nei gironi: si distribuiscono le coppie più forti una per girone, così gli equilibri sono bilanciati e le partite decisive arrivano nella fase finale.

Quello che non funziona è il sorteggio integrale su un gruppo eterogeneo. Sembra il più equo ed è il più frustrante.

La checklist della vigilia

Prima della giornata servono: il tabellone stampato in grande e appeso dove tutti lo vedono, non solo sul telefono dell’organizzatore; una persona sola incaricata delle chiamate e dei risultati, perché due persone che aggiornano lo stesso tabellone lo distruggono; palline contate per incontro e non a occhio; acqua disponibile su ogni campo; un piano B per la pioggia, che nel padel outdoor è la variabile che salta più spesso.

E un’ultima cosa che vale per ogni torneo di circolo: decidete prima a che ora si premia e comunicatelo. Le premiazioni che slittano di un’ora si tengono davanti a dieci persone, perché tutti gli altri sono già andati a cena.