Concessioni ADM un anno dopo: da 400 siti a 52, cosa cambia dal 13 novembre 2026

Il 13 novembre 2025 il gioco online italiano ha cambiato pelle: le vecchie concessioni sono scadute e sono entrate in funzione quelle assegnate con il riordino previsto dal decreto legislativo 41/2024. A un anno di distanza conviene fare il punto, anche perché il 13 novembre 2026 è la nuova scadenza fissata da ADM per completare la parte tecnica della riforma.

In breve

  1. Il mercato è passato da circa 400 siti autorizzati a 52 concessioni, assegnate a 46 società, ciascuna con un solo sito.
  2. Ogni concessione è costata 7 milioni di euro e dura nove anni.
  3. Per aprire un conto servono documento e codice fiscale oppure SPID/CIE; i limiti di deposito si fissano all’apertura.
  4. Entro il 13 novembre 2026 i concessionari devono completare la verifica di conformità del nuovo “sistema del concessionario”.

Da 400 siti a 52: che cosa significa “un sito, una concessione”

Prima della riforma una stessa concessione poteva alimentare più marchi, le cosiddette skin: siti con nomi e grafiche diverse che si appoggiavano sulla stessa licenza. Con il nuovo regime questa pratica è finita. Ogni concessione corrisponde a un solo sito, su dominio nazionale, di proprietà del concessionario e autorizzato da ADM.

Per chi scommette la conseguenza è semplice: il numero di marchi visibili è diminuito, ma ogni marchio rimasto è riconducibile a una concessione precisa. Se un sito che usavi fino al 2025 non esiste più, non è detto che l’operatore sia sparito: spesso ha concentrato i clienti su un unico brand. La verifica si fa sull’elenco dei concessionari pubblicato da ADM, non sul logo. Ne parliamo nella guida ai siti scommesse autorizzati ADM.

Quanto costa e quanto dura una concessione

VocePrima del riordinoDal 13 novembre 2025
Costo della concessionecirca 200.000 euro7 milioni di euro (in due rate da 4 e 3 milioni)
Duratavariabile, prorogata più volte9 anni
Siti per concessionepiù skin sullo stesso titolouno solo
Concessioni attivecirca 400 siti52 concessioni, 46 società
Contributo al gioco responsabilenon previsto in questa forma0,2% dei ricavi

Il prezzo d’ingresso, circa 35 volte più alto del passato, spiega da solo la concentrazione del mercato. Secondo le ricostruzioni di settore lo Stato ha incassato circa 364 milioni di euro dall’assegnazione.

Apertura del conto: SPID, CIE o documento

Per i conti aperti dopo il 13 novembre 2025 l’identificazione è più rigida. Le strade ammesse sono tre:

  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta d’identità elettronica;
  • metodo tradizionale, con copia del documento e codice fiscale.

Nel terzo caso il conto resta soggetto ai controlli dell’operatore finché i dati non sono verificati. Se vuoi capire quali documenti vengono chiesti e perché, abbiamo una guida dedicata alla verifica del conto e al KYC.

Mani che compilano su un laptop il modulo di apertura di un conto di gioco, accanto a un cappuccino e a una sciarpa da stadio
Dal 13 novembre 2025 il conto si apre con documento e codice fiscale oppure con identità digitale.

Limiti obbligatori e autoesclusione

La riforma ha trasformato i limiti di gioco da opzione a passaggio obbligato. Al momento dell’attivazione il giocatore deve indicare un limite di deposito; per la fascia 18–24 anni sono previsti limiti specifici. Accanto all’autoesclusione totale, che blocca l’accesso a tutti i siti autorizzati, è stata introdotta l’autoesclusione parziale, pensata per escludere solo alcune tipologie di gioco.

Ci sono poi due regole che riguardano i punti vendita fisici collegati al conto: le ricariche in contanti o con strumenti non tracciabili non possono superare 100 euro a settimana, e i prelievi nei punti fisici non sono più ammessi. Per i tempi e i metodi di incasso rimandiamo alla pagina sui prelievi dai bookmaker.

Perché il 13 novembre 2026 è una data da segnare

La riforma è stata introdotta in due tempi. Alcuni obblighi sono in vigore dal primo giorno: dominio nazionale, identificazione, limiti sui nuovi conti, nuove forme di autoesclusione. Altri dipendono dal nuovo “sistema del concessionario”, la piattaforma tecnica che dialoga con ADM e che deve superare una verifica di conformità da parte di organismi indipendenti.

La scadenza originaria era fissata a metà maggio 2026. A febbraio ADM ha preso atto che pochissime richieste di certificazione erano state presentate e ha spostato il termine al 13 novembre 2026, definendolo inderogabile. Fino ad allora restano valide le regole tecniche transitorie; dopo quella data i sistemi certificati dovranno essere in produzione.

Per il giocatore il passaggio sarà in gran parte invisibile. Il segnale da tenere d’occhio è un altro: eventuali comunicazioni del proprio operatore su aggiornamenti dei termini del conto, dei limiti o delle modalità di ricarica.

Bonus e comunicazione: cosa si può dire

Il divieto di pubblicità del gioco introdotto dal Decreto Dignità nel 2018 resta in vigore. A fine giugno 2026 ADM ha ricordato ai concessionari una distinzione precisa: i bonus previsti dalla convenzione di concessione sono leciti, le promozioni che spingono a giocare no. La comunicazione dei bonus deve restare informativa. Abbiamo approfondito il tema nella guida ai bonus sulle scommesse sportive.

Tre controlli da fare sul tuo conto oggi

  1. Il sito è nell’elenco ADM? Cerca il numero di concessione nel piè di pagina e confrontalo con l’elenco ufficiale.
  2. I limiti sono quelli che vuoi? Se il conto è stato aperto prima del 13 novembre 2025, controlla la sezione “Gioco responsabile”: i limiti si possono ridurre con effetto immediato.
  3. Hai fondi su un sito chiuso? I siti non rinnovati dovevano consentire il ritiro dei fondi entro il 31 dicembre 2025. Se hai saldi residui, contatta l’operatore per iscritto e conserva le risposte.

Domande frequenti

Un sito che non è più nell’elenco ADM può ancora accettare giocatori italiani?

No. Senza concessione un operatore non può offrire gioco a distanza in Italia. Il giocatore che usa un sito non autorizzato perde le tutele previste dal conto di gioco italiano, compresa l’autoesclusione e la gestione delle controversie.

Le 52 concessioni significano solo 52 marchi?

In linea di massima sì, perché ogni concessione corrisponde a un sito. Lo stesso gruppo societario può però detenere più concessioni.

Devo rifare il conto se l’operatore ha cambiato sito?

Dipende dall’operatore. Nella fase di migrazione, tra l’8 e il 31 ottobre 2025, i conti potevano essere trasferiti sulle piattaforme rimaste attive. Chi non ha migrato in tempo deve aprire un nuovo conto con le regole attuali.

Che cosa cambia per me il 13 novembre 2026?

Quasi nulla in modo diretto. È la data entro cui i concessionari devono avere un sistema certificato. Possono arrivare aggiornamenti dei termini e delle schermate dei limiti.