Al torneo di padel per AIRC di Fermo il 40% della quota andrà alla ricerca. Riguarda ogni circolo che gira a un ETS parte delle iscrizioni: la cifra va decisa prima.
In breve
- Un torneo padel benefico parte dalla cifra per l’ente: a Fermo, su 25 euro a giocatore, 10 andranno ad AIRC.
- La legge sulle ASD (articolo 8 del d.lgs. 36/2021) non parla di quote girate a un ETS: vieta di distribuire gli avanzi a soci e amministratori e li destina all’attività dello statuto o al patrimonio.
- Per un torneo a favore di AIRC si passa dal Comitato regionale; AIRC è iscritta al Registro unico del Terzo settore (RUNTS) dal 3 febbraio 2024.
- La detrazione del 30% (articolo 83 del Codice del Terzo settore) riguarda le donazioni a un ETS pagate con mezzi tracciabili, mentre la quota paga una partita.
Al torneo di padel «Muoviti per AIRC» di Fermo, il 24 e 25 ottobre, ogni giocatore pagherà 25 EUR, e alla ricerca ne andranno 10. Un evento di beneficenza con il padel si organizza partendo dalla quota: chi la incassa decide prima quanti euro girare all’ente del Terzo settore (ETS) e lo scrive nell’accordo e nel regolamento. Sabato e domenica lo Zeta Sport Club ospiterà anche i non tesserati. Se un torneo così lo organizzi nel tuo circolo, la quota sembra facile: scrivi «devoluta in beneficenza» e via. Sei sicuro?
Sulla pagina AIRC di Fermo c’è scritto altro: «il 40% della quota di iscrizione di ogni partecipante sarà devoluto alla Fondazione AIRC». Tutto sta in una riga: quanti euro di ogni quota escono dalla cassa di chi organizza per arrivare all’ente, e quando.
C’è poi un conto che salta fuori solo accanto alla pagina del 2025, quando la quota era più bassa: a chi andranno i 5 euro in più chiesti quest’anno a ogni giocatore?
Come si organizza un evento di beneficenza con un torneo di padel?
Si parte dai soldi: prima di aprire le iscrizioni si decide quanti euro di ogni quota vanno all’ente e chi li raccoglie. A Fermo la cifra è 10 euro su 25; tabellone e premi, nel tuo circolo, vengono dopo.
L’ente può essere un ETS, cioè un ente del Terzo settore iscritto al Registro unico nazionale (RUNTS). Tra le guide in cima alla ricerca c’è chi chiede di indicare «quale parte della quota andrà alla causa» e, tra i costi, di calcolare il margine netto, cioè quello che resta tolte le spese. Noi andremmo un passo oltre: la parte per l’ente in euro, fissata prima delle iscrizioni.
Il motivo: il margine dipende da spese che il giocatore non vede. Una quota con dentro «quello che avanzerà» somiglia al preventivo del bagno con la riga «piastrelle da definire»: il totale lo scopri a lavori finiti. La cifra fissa, invece, il giocatore la legge prima di pagare.
Quota iscrizione devoluta in beneficenza: chi riceve i soldi?
Con una quota d’iscrizione, i soldi li incassa prima chi organizza e poi li gira all’ente; a Brignano, nel 2025, la donazione andava invece direttamente all’associazione. Con la sola scritta «quota iscrizione devoluta in beneficenza», chi legge può pensare che all’ente vada tutta la quota.
Ti è capitato di pagare un torneo «benefico» senza sapere quanto della tua quota sarebbe arrivato all’ente? Abbiamo riaperto la pagina AIRC del torneo di Rende, novembre 2024: diceva che i 30 euro di iscrizione sarebbero andati alla Fondazione «al netto dei costi sostenuti per l’organizzazione». Quanto, al momento di pagare, dalla pagina non si capiva. E fino al versamento la parte dell’ente resta nella cassa di chi organizza: qui a un’ASD, un’associazione sportiva dilettantistica, conviene fermarsi.
ASD può devolvere parte della quota iscrizione?
La legge sulle ASD, il d.lgs. 36/2021, non risponde in modo diretto. Secondo noi sì, se la parte per l’ente è decisa e scritta prima di aprire le iscrizioni.
L’articolo 8, al comma 2, vieta «la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione» a soci, associati, lavoratori, collaboratori e amministratori, e un ente di ricerca in quella lista non c’è. Il comma 1, però, manda gli avanzi all’attività dello statuto o al patrimonio del circolo. Per questo diffidiamo di «a fine torneo doniamo quello che avanza»: quei soldi rischiano di sembrare un avanzo.
Preferiamo un’altra via: i 10 euro sono raccolti per conto dell’ente dal primo giorno, contati a parte e versati interi. Le linee guida del Ministero del Lavoro sulla raccolta fondi (decreto del 9 giugno 2022) dicono che un ETS può «delegare in tutto o in parte a soggetti terzi» la raccolta. Sono scritte per l’ente, non per il circolo: per noi è l’accordo scritto a mettere l’ASD di un torneo solidale di padel nel ruolo di quel «soggetto terzo». Per il bilancio, chiedi al commercialista prima del torneo.
Torneo padel AIRC: come si fa l’accordo con l’ETS?
Per un evento di beneficenza a favore di AIRC si comincia dal Comitato regionale. Prima si controlla che l’ente sia nel RUNTS: secondo la sua Relazione di missione 2025, AIRC c’è dal 3 febbraio 2024. Che si parta dal Comitato lo dicono le FAQ:
«Anzitutto occorre precisare che AIRC non può direttamente esercitare attività commerciali. Per ogni idea che potrebbe essere utile alla nostra raccolta fondi, ti preghiamo di contattare i nostri Comitati regionali.»
— FAQ della Fondazione AIRC, airc.it, ottobre 2026
Tradotto: il torneo lo organizzi tu, e l’idea la porti al Comitato. Nel 2025, a Fermo, il contatto era proprio la mail del Comitato Marche.
Cosa significa «ETS» nel nome di una fondazione? Che l’ente è del Terzo settore: per legge (articolo 12 del Codice) un ETS deve avere nel nome la sigla o le parole «ente del Terzo settore», come la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro ETS.
Che sia un accordo firmato o uno scambio di mail, metti queste righe:
- quanti euro per giocatore vanno all’ente;
- chi raccoglie i soldi ed entro quale data li versa;
- il conto su cui versare, indicato per iscritto dall’ente;
- se l’ente rilascia una ricevuta, e a nome di chi;
- nome e logo dell’ente sulla locandina, con la bozza approvata prima della stampa.
Il giocatore, invece, vede il regolamento e la locandina.
Come scrivere il regolamento di un torneo padel con il 40% a un ETS
Accanto alla percentuale scrivi la cifra in euro: il 40% di 25 euro fa 10 euro.
L’8 ottobre 2026 abbiamo confrontato le pagine AIRC dello Zeta Sport Club del 2025 e del 2026. Nel 2025 la quota era di 20 euro, «di cui 5€ devoluti ad AIRC»; quest’anno è di 25, con il 40% alla Fondazione. Nei tornei che abbiamo aperto, la quota è scritta in quattro modi:
| Come è scritta la quota | Esempio reale | Il giocatore sa quanto va all’ente? | Cosa può andare storto |
|---|---|---|---|
| Cifra in euro | Fermo, 2025: 20 EUR, di cui 5 ad AIRC | Sì, 5 EUR | Niente |
| Percentuale | Fermo, 2026: 25 EUR, il 40% ad AIRC | Sì, se fa il conto: 10 euro | Il conto tocca al giocatore |
| «Al netto dei costi» | Rende (CS), 2024: 30 EUR ad AIRC al netto dei costi | No | Se le spese salgono, all’ente arriva meno |
| Donazione obbligatoria | Brignano Gera d’Adda (BG), 2025: «gratuito», ma con donazione minima di 50 EUR | Sì, almeno 50 EUR | Senza donazione non si gioca |
Fonte: pagine evento di Fondazione AIRC e Assolombarda, ottobre 2026.
Ecco il conto nascosto: in tutti e due gli anni la parte che non va ad AIRC resta di 15 euro, quindi i 5 euro in più andranno tutti alla ricerca, e la parte di AIRC raddoppia.
La formula «al netto dei costi» ha un argomento serio: chi organizza non rischia di rimetterci. La sconsigliamo lo stesso, perché il giocatore paga al buio. La parte del circolo si costruisce come nella guida sulla quota iscrizione di un torneo padel. Nel regolamento di un torneo padel benefico basta poi una clausola da adattare:
«Quota di partecipazione: 25 euro a giocatore. Di questi, 10 euro sono raccolti dall’ASD [nome] per conto dell’ente [nome] e versati all’ente entro il [data]. I restanti 15 euro restano all’ASD. La quota non è una donazione: chi vuole donare lo fa a parte, direttamente all’ente.»
A torneo chiuso, il circolo può appendere in bacheca quanto ha versato.
Cosa scrivere per una raccolta fondi sul banner del torneo
Sul banner scrivi a chi vanno i soldi e quanti euro, come nel regolamento. Le linee guida ministeriali del 2022 richiamano l’articolo 46 del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale: per «qualunque messaggio» che chiede soldi per uno scopo sociale vanno detti «autore e beneficiario della richiesta», senza «sovrastimare lo specifico o potenziale valore del contributo».
Il codice è di autodisciplina, senza forza di legge, ma la misura va bene anche per il banner di un evento di beneficenza in un circolo. Una percentuale sul banner fa la fine del «40% di pioggia» sull’app del meteo: la leggono tutti, ognuno la capisce a modo suo. Queste scritte le lasceremmo fuori:
- «deducibile» sulla quota, che è il prezzo di una partita;
- «quota devoluta in beneficenza», se all’ente ne va una parte: meglio «10 euro su 25 ad AIRC»;
- la sigla ETS per un circolo che non è nel RUNTS (articolo 12 del Codice);
- il logo dell’ente senza un suo sì scritto (per AIRC, chiedilo al Comitato regionale);
- «gratuito», se serve una donazione, come a Brignano (gratuito, sì, da 50 euro in su).
Magari hai pensato che «deducibile» sul banner fosse un regalo in più per chi si iscrive. Lo sconto fiscale, però, la legge lo lega a un’altra cosa.
Erogazioni liberali deducibili o detraibili: vale anche per la quota?
Secondo noi no: l’articolo 83 del Codice del Terzo settore parla di donazioni a un ETS come AIRC, e la quota di un torneo è il prezzo per giocare. Chi dona, se è una persona fisica, può detrarre (togliere dalle tasse il 30% del dono) oppure dedurre (togliere il dono dal reddito su cui si pagano le tasse), non tutte e due: lo dice il comma 4.
Le donazioni sono erogazioni liberali, cioè soldi regalati senza niente in cambio: su 50 euro donati, 15 tornano come tasse in meno.
Importante: la detrazione del 30% vale solo se la donazione passa da banca, posta o altri sistemi di pagamento tracciabili (d.lgs. 117/2017, articolo 83, comma 1, in vigore a ottobre 2026). I contanti nel barattolo sul bancone non danno diritto alla detrazione.
Qui arriviamo al limite di quello che sappiamo. Una donazione obbligatoria per iscriversi resta un regalo, per il Fisco? Non abbiamo trovato documenti dell’Agenzia delle Entrate sul caso di un torneo. Intanto tieni separate le due cose: sulla locandina la quota pulita e, accanto, il link all’ente per chi vuole donare in più.
Torna alla riga di Fermo: «il 40% della quota di iscrizione di ogni partecipante sarà devoluto alla Fondazione AIRC». Prima di prenotare i campi per il tuo evento di beneficenza, scrivi la tua riga così, con il pezzo che a Fermo c’era nel 2025: gli euro accanto alla percentuale. Poi mandala all’ente con la bozza della locandina. La riga di Fermo, scritta così, diventerebbe: «25 euro a giocatore, di cui 10 ad AIRC».
Come abbiamo verificato: abbiamo aperto le pagine AIRC su Fermo e Rende, FAQ e Relazione 2025 di AIRC, la scheda Assolombarda e le norme citate; abbiamo confrontato le due quote di Fermo; non abbiamo trovato un documento dell’Agenzia delle Entrate sulla donazione obbligatoria. Cosa è stabilito: a Fermo il 40% di 25 euro andrà ad AIRC; nel 2025 erano 5 euro su 20. Cosa non è disponibile in accesso aperto: se quella donazione sia detraibile. Dati aggiornati a ottobre 2026.
