La scelta del formato è la prima decisione di un torneo ed è anche quella che condiziona tutte le altre: quanti campi prenotare, quanti arbitri convocare, a che ora finirà la giornata, quante partite giocherà la squadra che viene da lontano. Cambiarla a iscrizioni aperte è quasi sempre un disastro, quindi vale la pena farla bene la prima volta.
Le tre variabili che decidono tutto
Prima di guardare i formati bisogna avere tre numeri sul tavolo.
Il numero di squadre iscritte, che conviene considerare in un intervallo e non come valore fisso: se avete dodici adesioni verbali, pianificate per dieci e per quattordici, perché una rinuncia dell’ultimo minuto in un tabellone a eliminazione diretta lascia un buco che non si chiude.
Le ore di campo effettivamente disponibili, moltiplicate per il numero di campi. Un torneo su due campi dalle 9 alle 18 con un’ora di pausa dà sedici ore-campo. Sembrano tante finché non si dividono per la durata di una partita comprensiva di cambio squadre.
La durata reale di un incontro, che non è la durata regolamentare. Due tempi da quindici minuti con cinque di intervallo fanno trentacinque minuti, ai quali vanno aggiunti almeno cinque minuti per l’ingresso e l’uscita delle squadre e la compilazione del referto. Quaranta minuti per slot è una stima prudente e realistica.
Con questi tre numeri il campo delle possibilità si restringe da solo.
Girone all’italiana
Tutte contro tutte. Con N squadre il numero di partite è N per N meno uno, diviso due: sei squadre fanno quindici partite, otto ne fanno ventotto, dieci ne fanno quarantacinque.
La crescita è quadratica ed è il motivo per cui il girone unico funziona benissimo fino a sei o sette squadre e diventa impraticabile in giornata singola oltre le otto. Quindici partite da quaranta minuti su due campi stanno in cinque ore: fattibile. Quarantacinque partite richiedono quindici ore su due campi: non è una giornata, è un fine settimana lungo.
Il vantaggio è la validità sportiva. Nessuno esce per un episodio, la classifica finale riflette il rendimento su più incontri e chi perde la prima partita ha ancora un torneo davanti. Per i settori giovanili è quasi sempre la scelta giusta, perché garantisce a tutti lo stesso numero di partite, che è il motivo per cui le famiglie hanno caricato i bambini in macchina alle sette del mattino.
Lo svantaggio, oltre al numero di incontri, sono le partite ininfluenti: se una squadra ha già vinto il girone alla penultima giornata, l’ultima partita si gioca male e si arbitra peggio.
Eliminazione diretta
Con N squadre servono N meno uno incontri: sedici squadre, quindici partite. È il formato più economico in assoluto in termini di ore-campo ed è l’unico che scala bene sui numeri grandi.
Il prezzo è altrettanto evidente: metà delle squadre gioca una partita sola. In un torneo giovanile questo è quasi sempre inaccettabile. In un torneo senior serale con venti iscritti e tre ore di palestra, invece, è l’unica formula che esiste.
Due accorgimenti rendono il tabellone molto meno brutale. Il primo è il tabellone di consolazione: chi perde al primo turno entra in un secondo tabellone e gioca almeno altre due partite. Raddoppia quasi il numero di incontri, ma li distribuisce meglio. Il secondo sono i bye, necessari quando le squadre non sono una potenza di due. Nove squadre significano sette bye al primo turno, e vanno assegnati con un criterio dichiarato prima, sorteggio pubblico o ranking, altrimenti la polemica è garantita.
Gironi più fase finale
È la formula mista e nella pratica è quella che risolve la maggior parte dei casi reali, cioè i tornei da otto a venti squadre in una o due giornate.
La logica è semplice: si spezzano le squadre in gironi da tre, quattro o cinque, si gioca all’italiana all’interno del girone e le prime classificate accedono a un tabellone a eliminazione diretta.
Con dodici squadre, per esempio, tre gironi da quattro danno diciotto partite di qualificazione. Ogni squadra ne gioca tre, il che è già una giornata dignitosa per tutti. Le tre prime più la migliore seconda formano una semifinale incrociata, e con semifinali e finale si arriva a ventidue incontri totali. Su due campi sono circa sette ore e mezza: una giornata piena ma chiudibile.
Con sedici squadre, quattro gironi da quattro danno ventiquattro partite più i quarti, le semifinali e la finale: trentuno incontri. Su tre campi è ancora una giornata; su due diventa un weekend.
Il girone da tre è la scelta da fare quando le ore di campo sono poche, ma ha un difetto strutturale: due sole partite a squadra e un arrivo a pari punti a tre estremamente probabile, che va risolto con criteri scritti prima di cominciare.
Formule brevi per tempi stretti
Quando le ore sono davvero poche esistono due varianti che vale la pena conoscere.
Il sistema svizzero accoppia a ogni turno squadre con lo stesso punteggio, senza eliminare nessuno. Con sedici squadre e quattro turni si ottiene una classifica attendibile in trentadue partite invece delle centoventi di un girone unico, e tutti giocano quattro incontri. Richiede però che qualcuno calcoli gli accoppiamenti tra un turno e l’altro, quindi o c’è un software o c’è una persona dedicata.
Il format a partite ridotte, tipico del padel, del beach volley e dei tornei promozionali, accorcia l’incontro invece di ridurre il numero di incontri: set unico a nove giochi, tempo unico da dieci minuti, partita ai sette punti. Consente di tenere il girone all’italiana anche con numeri alti. Il rischio è sportivo: più la partita è breve, più il risultato dipende dall’episodio.
Una regola pratica per la scelta
Fino a sei squadre, girone unico. Da sette a dieci, girone unico se avete due giornate, altrimenti due gironi con finale. Da undici a venti, gironi più fase finale, dimensionando i gironi in base alle ore. Oltre le venti squadre in giornata singola, eliminazione diretta con tabellone di consolazione, oppure spezzate il torneo in due tabelloni per livello.
E una verifica finale che vale più di tutti i calcoli: sommate le partite, moltiplicate per la durata reale dello slot, dividete per il numero di campi e aggiungete un’ora. Se il risultato supera l’orario di chiusura dell’impianto, il formato è sbagliato, non il programma.